Ciambelle o "frati fritti" e i ricordi più dolci

febbraio 18, 2015

Ciambelle Frati Fritti

Sono forse in ritardo,  ma da noi si segue il rito ambrosiano e abbiamo la fortuna di finire di mangiare i dolci carnevaleschi una settimana dopo rispetto al resto d'Italia.

Queste ciambelle, poi, non si mangiano solo a carnevale ma in ogni periodo dell'anno, come accade per i più famosi krapfen e bomboloni.

Ve le consiglio... Semplicemente perché io ne vado matta...




Infatti mi è stato impossibile non addentare il modello!


"Frati fritti" è la traduzione di "para frittus" che è il nome con cui vengono chiamate queste ciambelle nel loro luogo d'origine: la Sardegna.

Vi verrà spontaneo chiedervi il perché di questo nome bizzarro e un po' goliardico, la spiegazione ufficiale e più probabile è che in cottura queste frittelle assumono dei colori che ricordano quelli della tunica dei frati, in particolare la striscia chiara nel mezzo richiamerebbe la cintura di corda che legano in vita.

Nel periodo in cui vissi nella meravigliosa isola patria di queste prelibatezze ero una bambina che si divideva tra due famiglie: la mia e quella dei nostri più cari vicini, persone di cuore che ricordo sempre con immenso affetto.

Scelsi di adottare questa seconda famiglia perché da loro mi sentivo molto a mio agio e tra i componenti c'erano anche dei bambini simpatici della mia età (a casa nostra questo particolare mancava).

Fu un periodo che non dimenticherò mai; quando preparo i frati fritti mi tornano in mente dei bellissimi ricordi, un po' mi commuovo e sento una grande nostalgia...

Dedico quindi questa ricetta alla Signora Margherita che preparava i frati fritti in grande quantità e li condivideva generosamente con noi.

La tradizione sarda vuole che i primi Para Frittus pronti si portino ai vicini (almeno quelli più simpatici), questa usanza si chiama "sa mandada".

Da bambina non ero a conoscenza di questa tradizione, per cui quando la Signora Margherita si metteva all'opera imponevo ancor più decisamente la mia presenza e, tra un gioco e l'altro, assistevo alla preparazione per assicurarmi una dose ben calda e aggiuntiva di frittelle!

La vita poi ci ha poi fatto tornare ad essere lontani e nell'arco degli anni ci siamo persi di vista, ma certe cose restano dentro, le persone incontrate e le esperienze vissute hanno contribuito a fare di me ciò che sono, e le porterò sempre nel cuore.


La ricetta che segue è quella tradizionale da me leggermente rivisitata.



Ricetta delle ciambelle o frati fritti


Ingredienti (per circa 25 ciambelle):

450 gr di farina 0 di buona forza (io ne utilizzo una con il 13% di proteine)
190 gr di latte ca.
70 gr di burro a temperatura ambiente
50 gr di zucchero
2 uova (medie)
La buccia grattugiata di due grandi arance non trattate
La buccia grattugiata di un grande limone non trattato
Il succo spremuto di un'arancia (ca. 60 gr)
Mezzo bicchierino di acquavite o grappa (opzionale, io non lo utilizzo)
Un pizzico di sale

Per il lievitino:

2 gr di lievito di birra
50 gr di farina 0 di buona forza
50 gr di latte appena tiepido

Per friggere:

Olio di arachidi q.b.

Per la finitura:

Zucchero semolato q.b.


Preparate prima di tutto il lievitino: in un bicchiere sciogliete il lievito nel latte appena tiepido, aggiungete la farina e mescolate con un cucchiaino, coprite con pellicola e poi con un tovagliolo e attendete il raddoppio del volume, impiegherà circa un'ora secondo la temperatura dell'ambiente.

Prima di cominciare ad impastare devo fare una piccola precisazione sulla quantità di liquidi: dovete misurare il succo d'arancia, il latte e l'eventuale acquavite per raggiungere la quantità complessiva di 250 gr (esclusi i 50 gr di latte utilizzati per il lievitino); tale quantità è abbastanza precisa ma è comunque indicativa perché, come sempre accade nei lievitati, dipende dal tipo di farina che utilizzerete e la relativa capacità di assorbimento, regolatevi in fase di lavorazione considerando che dovrete ottenere una pasta molto idratata che inizialmente sarà molle ed appiccicosa e a fine lavorazione diventerà morbidissima ed elastica.

Non è indispensabile, ma l'utilizzo di una planetaria sarebbe ideale considerato che l'impasto va lavorato a lungo e farlo a mano risulta un po' faticoso.

Lavorazione a mano:

fate una fontana con la farina all'interno di una ciotola capiente.

Lavorate le uova a parte con lo zucchero per scioglierlo, poi mettete il composto ottenuto al centro della fontana insieme alla buccia grattugiata degli agrumi e al lievitino.

Iniziate a impastare portando al centro poco per volta la farina e unendo man mano i liquidi facendoli assorbire gradatamente.

A liquidi quasi ultimati aggiungete il sale e il burro morbido a pezzetti.

Finiti gli ingredienti iniziate a lavorare energicamente l'impasto delle ciambelle tirandolo e sbattendolo nella ciotola fino a che non si staccherà bene dalle pareti e assumerà una consistenza molto elastica, perfettamente liscia e setosa.

Lavorazione con planetaria:

mettete le uova nella ciotola insieme allo zucchero e mescolate con una paletta per scioglierlo, aggiungete il lievitino, la scorza degli agrumi e la farina, montate il gancio a foglia e iniziate a lavorare a bassa velocità inserendo i liquidi poco per volta.

A circa metà dei liquidi aggiungete anche il sale e alla fine inserite il burro morbido a pezzi poco per volta.

Portate l'impasto dei frati fritti ad incordatura alternando bassa e media velocità, ogni tanto staccatelo dai bordi utilizzando un leccapentole, riunitelo e ribaltatelo nella ciotola un paio di volte nel corso della lavorazione.

In ultimo sostituite la foglia con il gancio, portate nuovamente la massa a completa incordatura (si deve staccare totalmente dalla ciotola avvolgendosi al gancio) quindi alternate bassa e media velocità fino a che l'impasto farà il "velo" (tirando delicatamente un lembo con le dita e aprendolo la pasta non si romperà e formerà un velo).

Lievitazione e cottura:

Trasferite l'impasto delle ciambelle in un contenitore leggermente imburrato, sigillate con pellicola, copritelo con un panno e ponetelo a lievitare in un luogo riparato possibilmente ad una temperatura tra i 26 e i 28° fino al raddoppio del volume, secondo la temperatura ci impiegherà mediamente 3 ore.

A lievitazione ultimata rovesciate la massa su un piano infarinato, sgonfiatela e rimettetela nel suo contenitore.

L'impasto dei frati fritti risulterà appiccicoso, per formare le ciambelle preparate davanti a voi un pentolino con dell'acqua e infarinate molto bene il piano di lavoro.

Inumiditevi le mani e con una tirate un lembo di pasta, con l'altra stringendo tra pollice e indice mozzate dei pezzi grandi circa quanto un uovo e posateli sul piano ben infarinato; fate 5-6 mucchietti di pasta per volta e aiutandovi con la farina formate dei piccoli panetti rotondi.

Schiacciate leggermente i panetti al centro e utilizzate come stampino un ditale da cucito lavato e asciutto per tagliare i buchi (io mi trovo bene così, in alternativa premete il centro tra pollice e indice fino a creare il buco).

Ponete man mano le ciambelle su una tovaglia infarinata, sistemate la forma allargando un po' i buchi che in cottura tenderanno a stringersi e coprite ripiegando la tovaglia.

Lasciate riposare i frati fritti per circa mezzora così che si rigonfino un pochino poi friggeteli in olio di arachidi partendo dai primi che avete formato e finendo con gli ultimi.

L'olio dovrà essere abbondante, le frittelle dovranno galleggiarvi, e dovrà essere caldo ma non eccessivamente perché non dovranno scurirsi troppo velocemente (provate a friggerne una, osservatela e diminuite e o abbassate la fiamma di conseguenza e cercando di mantenere la temperatura ideale).

Immergete i frati fritti nell'olio preferibilmente prima dalla parte che non appoggiava sul piano durante il riposo e quando saranno bruno-dorati girateli dall'altro lato, a cottura ultimata adagiateli su carta assorbente e successivamente rotolateli nello zucchero semolato.

Se avete utilizzato il ditale da cucito per la formatura delle ciambelle non dimenticate di friggere anche i buchi, vanno a ruba!


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17 commenti

  1. Molto golosi specialmente i piccoli... buona serata

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  2. Che meraviglia! Credo che per solidarietà anch'io prolungherò di una settimana le sane abitudini carnevalesche! ;)

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  3. Io le adoro!! Quest'anno ho esagerato con i fritti, sia a fdarli che a mangiarli. Bellissimo anche il racconto, grazie per averci resi partecipi. Un bacio

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  4. Che delizia! Immagino il profumo delle scorze di agrumi e la voglia di addentarne una cresce a dismisura...

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  5. Che bontà, Silvia! Sono molto profumate! Bravissima! Un bacione e buona serata :)

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  6. Che spettacolo!!!! sono deliziosi!!!! leggerissimi, una nuvola di bontà!!!!
    Effettivamente il modello era irresistibile :-)
    Ciao, a presto ....

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  7. Il modello era veramente irresistibile... e poi ci hai permesso di valutarne la leggerezza. Io di solito non vado matta per i fritti (sarà per l'incapacità di friggere?), ma questo ispira un morso anche a me...
    V.

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  8. Il mio primo fidanzato, che risale alla notte dei tempi della "quasi fine" università era un nuorese che viveva a Cagliari. Sono stata con lui tre anni. La Sardegna mi è rimasta nel cuore ed è una terra che amo persino di più della mia. Ricordo bene questi dolci, fantastici come tutti quelli sardi. Mi sa che adotterò anch'io il rito ambrosiano visto che, essendo stata in montagna nei giorni scorsi mi son persa sia il giovedì che il martedì' grasso. Ciao, Silvia ! :))

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  9. Che bei ricordi d'infanzia... Anche io da bambina avevo adottato più di una seconda famiglia o forse erano loro ad aver adottato me. Ho bellissimi ricordi dei pomeriggi di gioco e delle golose merende (a casa mia non c'era uso di preparare molti dolci e io sono cresciuta con una naturale propensione al salato). Ma se Stefano - il mio compagno - vedesse questi tuoi gioiellini, impazzirebbe... Un abbraccio <3

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  10. Difficile resistere a queste delizie, ne addenterei volentieri un paio anch'io... troppo goloseeeee!!!
    Bacioni...

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  11. Hmmm... yummy!
    I like....
    I'm following you via GFC,kindly follow back
    http://dimplekhadi.blogspot.com/

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  12. Non sei in ritardo, perchè secondo me questi dolci si possono mangiare tutto l'anno!!!

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  13. Che bonta' li adoro e poi i piccoletti che vanno giu' in un boccone mi piaciono ancora di piu'

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  14. Sono adorabili!!! e sono cotte perfettamente! complimenti per tutto carissima! a presto!

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  15. Le adoro! Fatte per la prima volta tempo fa.... Che soddisfazione!!

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  16. Mamma che acquolinaaaaa ^_^ Silvia, sono invitantissime!!! Complimenti e un grande abbraccio <3

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  17. Silvia, sai cosa mi manda in visibilio?
    L'interno, quei buchini ad hoc,quegli alveoli da maestro!!
    Brava e un abbraccio
    Monica

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