Papassine o Papassinas

dicembre 12, 2014

Ero veramente indecisa su quale nome utilizzare per il titolo del post, infatti questi deliziosi dolcetti, tanto semplici da realizzare quanto buoni ed irresistibili da sgranocchiare, sono chiamati in modi differenti a seconda della zona dove vengono prodotti nella loro meravigliosa isola di provenienza: la Sardegna.

Al plurale: papassinas, pabassinas, papassinos, pabassinos (c'è anche una certa indecisione sul genere maschile o femminile)...

In italiano: papassini, pabassini, papassine o pabassine...

Vi risparmio i singolari ma vi consiglio vivamente di provarli!





I papassini sono dei biscotti buoni e profumati tipici della Sardegna, terra bellissima alla quale sono legata visceralmente, una volta venivano preparati dalle donne nel periodo invernale e cotti nei forni a legna ma oggi si possono trovare in vendita nelle pasticcerie locali tutto l'anno, sono ricchi di frutta secca e il nome deriva da papassa (o pabassa) ossia uva passa.

Secondo le località possono essere aromatizzati in modo differente e in alcuni casi viene aggiunto all'impasto del vino cotto o sapa.

L'anice non è sempre presente (ma è un peccato non metterlo) e in origine al suo posto venivano utilizzati semi di finocchietto selvatico che hanno un sapore molto simile, la ricetta tradizionale prevedrebbe l'utilizzo dello strutto anziché il burro e non ci sarebbero le nocciole ma il doppio delle mandorle rispetto alle noci.

Le papassinas vengono tagliate a forma di rombo, ricoperte di glassa e opzionalmente cosparse di confettini colorati, ma visto il periodo natalizio ho pensato di farne qualcuna a forma di stella utilizzando uno stampino da biscotti.

Per la copertura viene utilizzata la ghiaccia reale che potete sostituire con una glassa all'acqua molto densa,  ma se non siete perfezionisti potete semplicemente spolverarle da fredde con abbondante zucchero a velo oppure pennellare i papassini con dell'acqua prima di infornarli e cospargerli di zucchero semolato.


Papassinas


Ingredienti:

500 gr di farina 00
150 gr di zucchero
150 gr di burro
2 uova e un tuorlo
30 ml c.a. di latte
Un cucchiaino di lievito per dolci
1 pizzico di sale
1 cucchiaio di semi di anice
La buccia grattugiata di due arance bio
1/4 di cucchiaino di cannella in polvere
75 gr di mandorle
75 gr di noci
75 gr di nocciole
80 gr di uva passa

Per la copertura:

30 gr di albume
150 gr di zucchero a velo
3 gocce di limone


Almeno tre ore prima di cominciare mettete a mollo l'uvetta in acqua tiepida e almeno un'ora prima tirate fuori il burro dal frigorifero per farlo ammorbidire.

In una ciotola unite la farina setacciata con il lievito, lo zucchero, il sale, la cannella, la scorza d'arancia, il burro e le uova, impastate gli ingredienti e unite latte quanto basta a legare l'impasto (circa 30 ml) che infine dovrà essere elastico e morbido.

Unite i semi d'anice leggermente pestati, la frutta secca tritata molto grossolanamente al coltello, e l'uvetta precedentemente asciugata con carta assorbente.




Su un piano infarinato stendete l'impasto allo spessore di 1 cm o poco meno e con un lungo coltello tagliatelo trasversalmente in modo da ottenere dei rombi lunghi circa 6 cm (oppure utilizzate uno stampo da biscotti a forma di stella).

Infornate le papassinas in forno statico già caldo a 180° per 15-20 minuti fino a che non saranno dorate (l'impasto è chiaro e le papassine non dovranno diventare troppo scure).

Fate ben raffreddare e preparate la ghiaccia reale:

lavorate in una ciotola l'albume con lo zucchero a velo e le gocce di limone sbattendo con una frusta fino a che non otterrete un composto senza grumi, omogeneo e piuttosto denso.

Cospargete la parte superiore delle papassine con la ghiaccia e opzionalmente decorate con confettini colorati (diavoletti), fate asciugare per qualche ora e conservatele in scatole di latta.




Con questa ricetta parrtecipo alla raccolta di ricette Aspettando il Natale di Giochi di Zucchero.




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13 commenti

  1. Che buone le Pabassinas (io le ho sempre chiamate così)! Le ho mangiate anni fa in Sardegna ed ora mi hai messo una gran voglia di provare a farle da me.
    Buona serata

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  2. Ciao Silvia, in qualsiasi modo si chiamino, sono di una bontà pazzesca. Le mangiavo sempre quando andavo in vacanza in Sardegna, e l'idea di farne delle stelline mi piace molto, sono perfette per questo periodo, bravissima!!!
    Bacioni...

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  3. Chiamali come vuoi..a me fanno solo golaaaa :-)
    Non li ho mai assaggiati ma ti assicuro che se li avessi qui davanti a me farebbero una bruttissima fine..complimenti cara e felice we <3

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  4. ma sono deliziosi questi biscottini! Grazie per avermeli donati! A presto! Bacioni

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  5. Per fortuna che non sono mai stata golosa di dolci ma per il salato altrimenti il non poterli mangiare oggi sarebbe una tortura. Mi vendico perchè tutte le ricette di dolci li passo a figlia perchè mio genero è un super goloso e quindi deve sfornare dolci.... Buona domenica ...ricetta copiata.

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  6. Wow, sono semplicemente straordinari, belli da vedere, grazie a delle foto e ad una presentazione magistrale, che da mangiare! Li ho mangiati qualche anno fa in occasione di una mia vacanza nella bellissima Sardegna, sono strabuoni!!! Un abbraccio cara e buona domenica!

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  7. Non conoscevo questi deliziosi dolcetti! Complimenti per la presentazione Silvia! Un abbraccio! :)

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  8. che bella atmosfera calda e natalizia in queste foto!! Bravissima!!

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  9. chiamali come vuoi, sono spettacolari!

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  10. Li conosco, sono buonissimi.

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  11. Ma che belli! Sai che credo di non averli mai mangiati? Dall'esterno mi ricordavano i zimsterne ma vedo che sono molto diversi, e siccome di biscotti natalizi non ne ho mai abbastanza, devo assolutamente provarli :-) baci! Marta

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  12. Non ci sono problemi chiamali come vuoi, ma continua a sfornare delizie!!!

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  13. Non hai idea di quanto ami il sapore dell'anice nei dolci! Questi biscotti li devo provare, con la frutta secca e quella glassa golosa fanno molto Natale! :)

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