Pardulas o Casadinas o Formaggelle

marzo 04, 2013

Le pardulas (o casadinas o formaggelle) sono dei dolci sardi che io adoro!

La Sardegna è una regione a me carissima, un posto incantevole per la natura e per i colori del mare, un luogo in cui ho vissuto degli anni felici insieme alla mia famiglia e che ci ha accolti con calore rendendo quei tempi indimenticabili.

Una terra che continuo a sentire mia e che porto in me costantemente, anche quando non ne sono consapevole.

Mi piace essere creativa, ma amo anche riproporre periodicamente delle ricette che sono legate a posti e a persone care, come questa delle pardulas, così mentre cucino le sento vicine, rivivo attraverso un semplice gesto delle storie, dei viaggi, dei momenti di vita.

Porto con me un piccolo bagaglio dal quale ogni tanto tiro fuori sapori legati ai miei ricordi.
E' bellissimo.

Pardulas o casadinas o formaggelle

Ricetta delle pardulas (o casadinas o formaggelle)


Ingredienti:

Per il ripieno

1 Kg di ricotta freschissima meglio se di pecora o di capra
200 gr di zucchero
250 gr di farina 00
Buccia di 2 arance e 1 limone bio
1 bustina di zafferano
2 uova  e 2 tuorli
2 cucchiaini da caffè di lievito per dolci

Per la sfoglia

300 gr di farina 0
2 cucchiai d'olio evo
1 pizzico di sale
Acqua tiepida q.b.

Tirate fuori dal frigo la ricotta un paio di ore prima e mettela in uno scolapasta a perdere l'acqua, poi setacciatela in una ciotola capiente e lavoratela con gli altri ingredienti inserendo all'ultimo la farina e il lievito ben setacciati.

Impastate gli ingredienti per la sfoglia aggiungendo l'acqua poco per volta, l'impasto dovrà avere una consistenza morbida ma non appiccicosa, fate una palla, avvolgetela con della pellicola e lasciate riposare per mezzora.

Stendete la sfoglia non eccessivamente sottile (se usate la macchina penultimo buco), ricavate dei cerchi di circa 10 cm di diametro e al centro mettete una noce di composto di ricotta, rialzate gli orli della pasta  e richiudetela a cestino intorno al ripieno pizzicandola leggermente e formando una stella a sei punte (questa è la forma classica, ma se volete spaziate pure con la fantasia).

Cuocere le pardulas su una leccarda con carta da forno a 180° statico per circa 20 minuti.

Le pardulas (o casadinas o formaggelle) sono buonissime calde, tiepide e a temperatura ambiente (congelate non ho ancora provato:), spolverate leggermente di zucchero a velo e decorate con qualche confettino colorato.




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6 commenti

  1. Silvia cara, piacere di conoscerti e grazie per aver scelto di partecipare alla mia sfida!
    E' bello leggere quello che scrivi della tua amata Sardegna... cucinare con le emozioni nel cuore rende ogi piatto più speciale e questi dolcetti lo sono!
    Un abbraccio,
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    1. cara Morena, il piacere è mio, conto di inviarti un'altra ricetta nei prossimi giorni.
      Ciao ciao!

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  2. Wow! Silvia mi sono letta tutto il tuo blog: complimenti! Ti seguiro' sicuramente e provero' a mettermi alla prova seguendo le tue ricetta. Le mie origini sarde mi spingono ad iniziare da questa. appena riesco la provo e ti faccio sapere cosa riesco ad ottenere. un abbraccio e un grossissimo in bocca al lupo. Elena

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    1. Ciao Elena!
      Non sapevo che avessi origini sarde, che bello!
      Io adoro le pardulas, forse sono il mio dolce sardo preferito, quindi se quando riuscirai a farle vuoi anche farcele assaggiare:) Scherzo!
      Comunque fammi sapere come ti vengono e se la mia ricetta è chiara nella descrizione.
      Continua a seguirmi e, se non ci incontriamo prima, Buona Pasqua!

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  3. Ma certo. L'importante e' trovare il tempo per farle. Ti faro' sapere...:). Nel frattempo attendo la tua prossima ricetta:) un abbraccio e buona pasqua anche a te. Elena

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  4. Ciao, sono Monia del blog "Le Ricette della Nonna": ti vorrei invitare a partecipare al mio contest di cucina vegetariana e bio a tema "Zafferano". In palio un week-end per due persone in un agriturismo in Toscana! Ti aspetto! Qui puoi trovare tutte le informazioni: http://le-ricette-della-nonna.blogspot.it/2014/04/il-mio-primo-contest-di-cucina.html

    Ciao, Monia.

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